
Il 21 maggio 2008 David Cook, un barman proveniente da Blue Springs nel Missouri, vinceva la settima edizione di American Idol contro l’allora 17enne David Archuleta, il favorito fin dalla prima esibizione, segnando un record assoluto di voti. A Novembre è uscito il primo album solista di David Cook dal titolo omonimo; le aspettative erano grandi, sia perchè si trattava del primo vincitore contraddistinto da uno stile piuttosto rock e sia perchè la vincitrice dell’edizione precedente, Jordin Sparks, pur vendendo bene non aveva raggiunto i risultati sperati. American Idol aveva bisogno di un vincitore che ristabilisse la bontà del format; David sarà riuscito nell’impresa?
Dissipo subito questo dubbio dicendo che sì, David Cook è un lavoro solido, stupendamente prodotto ed egregiamente cantato ma che per certi versi mi ha lasciato con l’amaro in bocca. Partendo proprio da ciò che non mi convince c’è da dire che secondo me alcune tracce potevano benissimo essere tagliate, dato che alla fine tra ghost track e bonus track raggiungiamo il considerevole numero di 14 tracce per un totale di un’oretta di musica. Detto ciò questo è un problema generale dei dischi di oggi, che tendono troppo spesso a contenere un numero inusitato di tracce, la maggior parte delle quali però spesso sono riempitivi.
La qualità media è piuttosto buona, la prima parte dell’album specialmente è ottima, con Heroes, Come Back To Me e Mr Sensitive un gradino sopra le altre. Purtroppo dopo arrivano ben tre tracce di fila (Lie, I Did It For You e Avalanche) piuttosto debolucce, che suonano un po’ tutte uguali e che non aggiungono assolutamente nulla a ciò che fino a questo punto è stato detto e che perciò potevano benissimo essere tagliate.
Un buon album però sa come salvarsi alla fine ed è proprio quello che accade; Permanent è una commovente ballad piano, voce e cori cantata col cuore in mano da David che riguarda la malattia di suo fratello, mentre A Daily AntheM (il titolo è scritto proprio così per fare in modo che le lettere in maiuscolo vadano a formare il nome di uno dei suoi fratelli, Adam appunto) è un’altra mid tempo che però si differenzia dalle altre per una struttura leggermente diversa dalla norma e per avere uno degli arrangiamenti più riusciti dell’album. La bonus track è The Time of My Life, il singolo che David aveva rilasciato subito dopo la sua vittoria ad American Idol, pezzo nella norma ma orecchiabilissimo.
In conclusione si può dire e sperare che una stella sia nata, David ha sicuramente il talento per fare bene, in più sembra una persona molto umile e coi piedi per terra, il che non guasta per niente in un’industria dove ormai al top delle classifiche ci va solo chi riceve più spinte!
01 Declaration
02 Heroes
03 Light On
04 Come Back to Me
05 Life on the Moon
06 Bar-ba-sol
07 Mr. Sensitive
08 Lie
09 I Did It for You
10 Avalanche
11 Permanent
12 A Daily AntheM
13 The Time of My Life
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